Innovazione tecnologica: sei progressista o conservatore?

Prova ad immaginare una situazione in cui ti trovi di fronte un brillante venditore che ti illustra un metodo nuovo per fare una certa attività che generalmente occupa diverse ore di lavoro (tuo o dei tuoi collaboratori).

Mentre procede nell’illustrazione ti viene da pensare: “Cavolo, non ci avevo mai riflettuto!!! È davvero fantastico, guarda qui! Risparmieremmo almeno 10 ore di lavoro per fare quella cosa!!!”

Ti sembra davvero un prodigio. Un po’ alla volta però si fa strada nella tua testa un fastidioso tarlo che avanza e pian piano ti toglie il sorriso e la gioia che avevi provato di fronte a quella fantastica innovazione tecnologica che ti farebbe così comodo avere: “Ma quanto costerà questo nuovo strumento???”

Il dubbio ti angoscia e ti immagini cifre di ogni tipo fino a quando, arrivato in fondo all’esposizione ti fai coraggio e lo chiedi.

Il venditore che hai davanti ti risponde. Ma quando senti la cifra non succede niente. Rimani impassibile. Pensavi che ottenendo una cifra dal venditore avresti scacciato il tarlo e saresti tornato sereno. Invece no.
Non riesci a prendere una decisione e l’unica cosa che ti viene da dire è (vergognandoti): “bello, veramente interessante, ci penso, ne parlo con il mio socio (bugia: non hai nessun socio) e le faccio sapere …”
Il venditore se ne va, un po’ triste perché aveva avuto l’impressione di avere colto nel segno vedendo l’entusiasmo con cui seguivi la sua presentazione, e tu rimani con l’amaro in bocca e i tuoi amati (mica tanto ad essere sinceri) sistemi “alla vecchia maniera”.

Perché insomma non riesci a decidere? Perché non sei riuscito a dire le cose giuste tipo: “si bello, ma costa troppo”, oppure “bello, lo voglio” oppure ancora “bello, ma deve ridurre di un po’ il prezzo se vuole che lo compri” ecc.ecc.
La ragione è che fai molto fatica a valutare se ti conviene davvero spendere quella cifra per orientare la tua azienda verso un percorso virtuoso d’innovazione tecnologica!!!
Il motivo è che, giustamente, quando fai una cosa nella tua azienda devi sempre poter fare un calcolo di convenienza: utilizzare un nuovo strumento di lavoro costa “x”, ma quanto ci guadagno utilizzandolo? E solo se la risposta è: “più di x” devi farlo, altrimenti no.

E’ così che funziona. Quando compri un regalo per qualcuno è bene che tu ti faccia guidare dalle emozioni e non dal prezzo. Ma quando acquisti qualcosa per la tua azienda, le emozioni è meglio che stiano fuori dalla porta.
Non è facile quantificare correttamente il beneficio economico derivante dall’innovazione tecnologica e dall’introduzione di un nuovo strumento che permetta di ridurre il tempo necessario per svolgere una qualche attività.
Ed alla fine, se non riesci a quantificare questo beneficio, non decidi, ti tieni i tuoi sistemi “alla vecchia maniera” correndo il serio pericolo di estinguerti (vale fare gli scongiuri, in qualunque forma, ma è così).

La questione che devi risolvere è: il guadagno che ottengo grazie all’innovazione tecnologica in azienda è o non è superiore al costo che devo sostenere per introdurre nuovi strumenti e tecnologie?

Scomponendo la questione, quello che devi capire è: quanto tempo mi farà risparmiare il nuovo strumento di lavoro?

E quanto vale questo tempo?

Proviamo a rispondere a queste due domande.

Quanto tempo mi farà risparmiare il nuovo strumento di lavoro? Questa domanda richiede un’analisi dell’attività, di quanto tempo serve per farla “alla vecchia maniera” e di quanto tempo ci vuole invece per farla col nuovo strumento. Bisogna vedere caso per caso, ma spesso si tratta di molte decine di ore in un anno, tenendo conto che a volte è più di una persona a svolgere quella specifica attività.
E quanto vale questo tempo? Questa domanda invece richiede prima di chiarire qual è il tuo obiettivo primario in questo momento. Mi spiego meglio. Generalmente potresti trovarti in una delle due seguenti condizioni:
– Hai intenzione o necessità di ridurre i costi relativi alla produzione dei beni/servizi che stai offrendo.
– Hai intenzione di aumentare il fatturato (a parità di ore lavorate).
Definire quale delle due prospettive hai davanti cambia il valore che devi dare alle ore che risparmi con un nuovo strumento di lavoro. Proviamo a capire meglio cosa intendo dire.

  • Primo caso: vuoi diminuire i costi?

In questo caso, ogni ora che ti fa risparmiare il nuovo strumento, vale semplicemente il costo orario della persona che la sta svolgendo.
Questo vuol dire mediamente circa 18-20 € all’ora.

Quindi, per esempio, se l’ innovazione tecnologica ti fa risparmiare 10 ore al mese significa che risparmierai 180-200 €/mese. Se il costo del nuovo strumento è superiore non ti conviene utilizzarlo, se è inferiore si.

  • Secondo caso: vuoi aumentare il fatturato?

In questo caso bisogna considerare che un’ora di lavoro deve generare un fatturato che non può solo coprire il costo della persona che ha lavorato ma anche una serie di costi (affitti, bollette ecc.ecc.) più un margine di guadagno che comunque ci deve essere.
Diciamo che perché l’azienda abbia i conti in ordine il fatturato che deve generare un’ora di lavoro deve essere almeno il doppio del costo del personale, quindi circa 40 €

Quindi una innovazione tecnologica che, per esempio, ti fa risparmiare 10 ore al mese, se ti costa meno di 400 € al mese è conveniente altrimenti no. E 10 ore al mese vogliono dire mezz’ora al giorno. Tra te e i tuoi collaboratori.
Ecco allora, che in qualsiasi situazione ti trovi, puoi fare un calcolo di convenienza e quindi prendere una decisione con serenità, senza rimandare inutilmente e senza tenerti dei dubbi in testa. Può darsi che sia meglio tenere il sistema “alla vecchia maniera”, non è detto, ma in ogni caso hai preso una decisione razionale e consapevole.

Bene, mi fermo qui anche se ci sarebbero altre cose da dire su questo importantissimo argomento. Avremo modo in altri articoli di approfondire.

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